Domenica, ossia ieri, siamo andate a Porta Portese io e la signorinafelicita a fare un giretto insieme ad un'altra amica. Montiamo in macchina come i tre porcellini e ci fermiamo al Bancomat. Io ritiro 40, dico ben 40 euro. Le due porcelline in macchina restano in silenzio e io, in un misto di imbarazzo e di sincera ingenuità dico: "ne prendo 40 ma ne voglio spendere al massimo 20 , no è che gli altri me li tengo nel portafoglio sai, quando vado in ufficio..." la reazione ha fatto crollare la prima casa di paglia...
Alla fine della mattinata, dopo aver commentato ad alta voce e riscosso apprezzamento dai presenti (a Porta Portese anche una cosa bisbigliata è come dirla ad alta voce vista la vicinanza fisica con altri acquirenti/curiosi/turisti/imbroglioni/ecc.) che "una mattinata a Porta Portese te stronca" io avevo speso la bellezza di ben 5 Euro, di cui due virtuali (spiegherò poi perchè) per comperare le seguenti cose in ordine di tempo (il che la dice lunga su come sono fatta io peraltro):
1) CIBO: un etto di noccioline americane (ho chiesto di assaggiare una carruba per curiosità visto che non ne avevo mai assaggiata una, ma non ha riscosso molto successo) e un etto di castagne secche (queste non per me però...) tot. Eur 2
2) CANE: mucchietto d'ossetti di bufalo colorati per il cane che rompe. Tot. Eur. 1
3) CULTURA: vecchio volume degli anni conquanta contentente Romanzi e Racconti di Oscar Wilde per un tot. di Eur 2, virtuali, perchè il ragazzo che gestiva il banchetto non aveva il resto dei 20 e così ci siamo congedati con una promessa solenne: "mii porti....me fido..."
Tutto quello che realmente mi serviva di comprare, e non solo per me, è ancora da qualche parte chissà dove...
Arrivate alla macchina striscianti scivoliamo dentro dal finestrino e sussurriamo con l'ultimo filo di voce rimasto "car sweet car" dirigendoci subito dopo alla velocità del suono a rifocillare le membra esauste da una mattinata di shopping selvaggio...
il pomeriggio mentre signorinafelicita russava nell'altra stanza mi punge vaghezza di leggermi qualche paginetta del "Ritratto di Dorian Gray", libro osannato da adolescente e che non leggevo da anni...a questo punto voglio condividere qui la grandezza di questo artista, Oscar Wilde (lo so che tutti lo sanno ma pare brutto non mettercelo), che in poche frasi mirabilmente scritte, riporta un pensiero a me molto caro:
" (...) Lo sviluppo di noi stessi è lo scopo della vita; ciascuno di noi è al mondo per tradurre perfettamente in realtà la propria natura. Oggigirno la gente ha paura di sé stessa. Tutti hanno dimenticato quello che è il più alto dei doveri, il dovere che abbiamo verso noi stessi. Sono caritatevoli, certo: danno da mangiare agli affamati e vestono gli ignudi, ma le loro anime restano affamate e nude. (...) E pure credo che se un uomo vivesse pienamente e compiutamente la propria vita, dando forma a ciascun sentimento, espressione a ciascun pensiero, realtà a ciascun sogno, credo che ne deriverebbe al mondo un tale impulso fresco di gioia da farci dimenticare tutte le infermità del medievalismo e da farci tornare all'ideale ellenico e magari a qualche cosa di più bello, di più ricco dell'ideale ellenico. Ma il più coraggioso tra noi ha paura di sé stesso. Nelle rinunce volontarie che rovinano la nostra vita rivive tragicamente la mutilazione del selvaggio. Noi siamo puniti per quello che rifiutiamo a noi stessi; ogni impulso che ci sforziamo di strangolare fermenta nella mente e ci intossica. Il corpo pecca una volta sola e così esaurisce il proprio peccato, giacché l'azione costituisce una forma di purificazione, e allora non rimane che il ricordo di un piacere oppure il lusso di un rimpianto. Cedere a una tentazione è l'unico modo di liberarsene. Se si resiste, l'anima si ammala di bramosia delle cose che ha vietato a sé stessa, di desiderio di ciò che le sue leggi mostruose hanno reso mostruoso e illegale. Qualcuno ha detto che i grandi avvenimenti del mondo si svolgono nel cervello; ma è pure nel cervello e soltanto nel cervello che si svolgono i grandi peccati del mondo. "
Ci sono degli attimi che in qualche modo durano per sempre, in questi casi, solo il silenzio fa la magia
Enjoy the Silence
Ok ok ok non dovrei essere qui, non dovrei assolutamente, le scadenze stanno imperversando in questa strana settimana della mia vita e io proprio non dovrei essere qui, perciò nessuno mi ha visto....
Antica Trattoria "Da Regina"
"Da Regina" è uno di quei posti che non esistono più. Tu pensi di vedere le vecchie mura giallo ocra, la piccola mattonella in ceramica che ritrae un piatto colmo di spaghetti alla carbonara, pensi, ma non esiste più. Tu pensi di prendere il tuo bel cellularino umts e di prenotare in videochiamata per i tuoi 15 amici, ma non ti è possibile. Primo, perchè da Regina non si accettano prenotazioni, secondo, perchè Regina -se esistesse ancora- ha i tavoli piccoli, massimo per 6, non si servono le camerate.
Da Regina pensi di arrivare di domenica, perchè sei abituato che i ristoranti la domenica sono aperti, ma da Regina hanno famiglia, la domenica è giorno di riposo. Allora pensi di arrivare per l'1 e di entrare, ma ti sei dimenticato che non si prenota e che c'erano già piccoli gruppi di avventori alle 12 che pazientemente aspettavano di fronte all'ingresso parlando a bassa voce.
Da Regina si mangerebbe dalle 12.30 alle 14.00, se ci fosse ancora, e all'ingresso troveresti una poesia, che ti ricorda che se hai fretta di mangiare, allora avresti sbagliato posto, perchè da Regina tutto viene cotto e preparato al momento.
Quando ti siederesti, noteresti dei vecchini soli che mangiano in tavolini da due, e sapresti per istinto che qui fanno loro da mangiare tutti i giorni al pranzo da chissà quanto tempo. Poi vedresti una delle due sorelle, eh si, perchè da Regina sono solo in due, la cuoca e la cameriera, che si avvicina ai tavoli secondo un ordine di disposizione preciso e immutabile da tempo immemore, e senza troppi indugi ti chiederebbe "che mangiate qui?".
E qui si mangiano i cannelloni, le lasagne, i fritti di carciofi che resuscitano i morti, le bistecche, la cicoria ripassata, l'abbacchio allo scottadito, le puntarelle, la carbonara vera. E ti dice che se vuoi lo mezze porzioni le paghi di meno, e tu pensi che non ti serve la mezza porzione, ma quando arriva il piatto non puoi fare a meno di strabuzzare gli occhi perchè questa, come ti dicevo, è una trattoria d'altri tempi, che ormai non esiste più.
La signora, che ti tratta come fosse tua zia, ti porta i cannelloni fatti in casa che neanche tua mamma li fa così nei suoi momenti migliori, i bicchieri da osteria si riempiono di vino sfuso e le gote si colorano perchè il cibo è vita e il cibo buono fa la vita bella.
E quando guardi il menu vedresti che i prezzi sono in lire, e che accanto ai prezzi in lire c'è la traduzione in euro...bada bene....non il contrario.
Perciò se la carbonara costa 4.000 lire, accanto ci vedi scritto 2.06 euro...e non ti porta l'illusione di un piatto di carbonara, ti porta una carbonara che esplode dal piatto.
Ma un posto così non può esistere ancora, perchè appartiene al passato, appartiene a quei luoghi della memoria nascosti nel cuore, dove incontri persone d'altri tempi e dove vivi senza fretta, senza rumore, dove il consumismo non esiste ma solo spontaneità e semplicità, dove incontri tanta dignità.
Eppure da qualche parte........
Che dire...è stata una gran serata, è vero, è il sogno di una vita fare da giurato in una gara culinaria...ho magnato prima e più degli altri, comodamente seduta, corrotta, viziata, arruffianata....
E' stato un vero trionfo di Ciappi (mi spiace per i gattari presenti che volevano il voto "Whiskas", ma io sono un topino e quindi....), ma alla fine hanno effettivamente vinto i migliori, se non fosse per una sopravvalutata lasagna che ha fregato una carbonara veramente bbona!!!
Anche noi giurati abbiamo subito una votazione a fine gara e siamo stati orgogliosamente eletti "Giuria più stronza dell'anno"!!!
So' soddisfazioni................