Non so, non mi sento molto ispirata. Ho perso un'altra volta l'interesse...non si può dire che sia un'assidua tenitrice di blog!
Spero mi passi, sarà la noia di essere tornati a lavoro dopo due settimane di vacanza...bah....passerà....
Ho trovato finalmente un attimo di pace per poter riprendere a scrivere. Per qualche giorno vorrei trasmettere le emozioni di questo viaggio in Serbia e Montenegro descrivendo alcune delle persone che ho incontrato. Ho lavorato molto e visto e vissuto poco i due paesi purtroppo, ciononostante, alcune persone mi sono già care, altre sono state attimi di passaggio impressi nella memoria. Andrò per ordine temporale, dalla prima all'ultima che ho avuto modo di incontrare. Sono solo frammenti di pensieri.
Darja ha la mia età. E' una bella ragazza montenegrina, alta, bionda e con gli occhi azzurri. Lavora al progetto come assistente della nostra consulente residente e ha un contratto della durata di 30 mesi.
Darja è una rifugiata, la mamma montengrina, il papà bosniaco. Vivevano in Bosnia prima della guerra e quando ne parla i suoi occhi dolci si induriscono come acque marine. Il papà è morto qualche anno fa, lasciando le tre donne della sua vita sole a Podgorica. Darja ha sentito il peso della sua famiglia crollarle addosso: è la più grande, sua sorella studia medicina a Belgrado e non ha mezzi di sostentamento, mentre sua madre sopravvive con una pensione di sussistenza di 70 euro al mese.
Dalla morte di suo padre Darja è ingrassata di 26 chili, lavora a contratto e per mesi interi non guadagna soldi, perciò con quello che guadagna quando lavora ci mantiene sua sorella, sua madre, sé stessa e in più risparmia per i mesi in cui si cercherà altri contratti. Guadagna 1000 euro al mese.
Nessuno dei suoi amici lo sa, perchè non vuole che si sappia, ma Darja sostiene anche una sua amica, che di tanto in tanto va da lei in lacrime perchè suo marito lavora saltuariamente, ha un bambino da sfamare e troppo spesso le tagliano la corrente dentro casa.
Mentre mi racconta queste cose i suoi begli occhi blu diventano rossi e gonfi di lacrime amare, per una vita che non le sta facendo nessun favore.
A me gli occhi rossi vengono per il rispetto e per l'ammirazione.